sabato 29 novembre 2008

Giovedì 4 dicembre presentazione ufficiale dell’associazione politico- culturale “ Alleanza nelle Città “.

Giovedì 4 dicembre , alle ore 18.30 , a Francavilla Fontana , presso il Residence “Casa Resta“presentazione ufficiale dell'associazione politico- culturale “ Alleanza nelle Città “.

Aprirà i lavori il dottor Gianni Capuano, mentre toccherà al senatore Euprepio Curto presentare le finalità , gli obiettivi e gli scopi del nuovo soggetto politico.

“ L'obiettivo primario – ha dichiarato Curto – è quello di costruire e realizzare un luogo politico all'interno del quale trovino occasione di confronto i temi più attuali del momento . Da quelli che più interessano l'opinione pubblica , e cioè le ipotesi di sviluppo del territorio, le azioni di contrasto alle varie forme di disagio che attanagliano molti strati sociali , la tutela dei meno garantiti, per passare ai temi più squisitamente politici . Ovverossia, l'attualità o il superamento del vecchio modello partitico, le regole interne ai partiti e alle coalizioni, il tasso di democrazia nei processi decisionali, i criteri di selezione delle nuove classi dirigenti, per finire con la definizione delle alleanze politiche ed elettorali, e i contenitori ai quali aderire “.

“ Non vi è dubbio – ha proseguito l'ex presidente provinciale di Alleanza Nazionale – che la necessità di realizzazione del nuovo soggetto politico è stata determinata dalla presa d'atto della irreversibilità della decisione del vertice di Alleanza Nazionale di sciogliere il partito, e ancor più giustificata dalla consapevolezza che i cosiddetti rischi di cesarismo, paventati giorni fa dall'onorevole Fini, in terra di Brindisi non costituiscono un rischio ma una realtà “.


“ Sono convinto - ha concluso Curto – non solo della opportunità , ma anche dell'esito positivo di questo nuovo impegno a cui hanno già aderito tantissimi esponenti di Alleanza Nazionale che vivono con disagio questo particolare momento politico. E proprio la consapevolezza della necessità di uno sforzo straordinario, sia sotto l'aspetto organizzativo che politico, ha fatto sì che respingessi definitivamente l'ipotesi a lungo prospettatami da molti rispetto ad una candidatura a sindaco della mia città “.

(Fonte BrindisiSera)


OVVIAMENTE NON MI DILUNGO NEL COMMENTARE

lunedì 24 novembre 2008

Brescia: bonus bebe' per nuovi nati ma non stranieri




BRESCIA - Bonus bebe' a Brescia approvato dalla Giunta comunale ma solo per famiglie con almeno un genitore italiano. Il contributo e' di mille euro e potra' essere richiesto da ogni nuovo nato o minore adottato nel 2008. Il reddito famigliare, calcolato su base Isee, non dovra' superare i 40mila euro.


Quattro righe solamente....e non commento nemmeno!

martedì 18 novembre 2008

Riflessione


Nella puntata delle Iene del 12 novembre abbiamo potuto assistere all’ira di un Onorevole (Gabriella Carlucci) che, accusato di assenteismo , ha tirato fuori quanto di peggio un esponente del Parlamento potesse fare, insulti, spintoni, uniti al tentativo di rompere le attrezzature da lavoro degli inviati del programma Mediaset.
Pochi giorni dopo la messa in onda del video c’è stata la risposta dello stesso Onorevole che, con le sue dichiarazioni ha suscitato in me un profondo senso di nausea. I motivi del mio disappunto stanno nel significato delle parole dell’Onorevole Carlucci che, ha considerato fortunati gli operai e le colf che prendono 1000 euro al mese all’incirca (spesso anche in nero). Questi fortunati appunto, rispetto ai poveri Onorevoli che guadagnano tra rimborsi vari e stipendio da Deputato almeno 10 volte di più di un semplice operaio. Compenso, tra l’altro, ottenuto in cambio di uno sforzo fisico minimo che non si può paragonare minimamente al lavoro, troppo spesso gravoso, che svolgono migliaia di operai. Inoltre, la preoccupazione maggiore della Carlucci qual è,quella di prenotare il parrucchiere? Di parcheggiare la Porsche in tripla fila? Quella di prenotarsi la vacanza? Di certo non è preoccupazione della signora in questione e di tutti i deputati, quella di sfamare la propria famiglia ed i propri figli con uno stipendio da fame.
Purtroppo non è finita qui, perché domenica 16 nel talk show di Rai Uno, è tornata alla ribalta la nostra amata Francavilla e la sua famosa “Parentopoli”, è stato per me un ulteriore momento di sconforto, non tanto per il fatto in se per se, ma quanto per il ricordo della faccia di bronzo assunta all’epoca dei fatti dall’allora Senatore Curto (oltre a quella dell’allora Sindaco Della Corte, tutt’ora ricandidato) che, non solo si prodigò bene per “sistemare” parenti ed affini con un ottimo posto di lavoro, ma poi fece una buona opera di rimozione dei fatti. Fatti che però nella mente di tanti giovani non sono affatto dimenticati. Vorrei inoltre rammentare che Curto è lo stesso dell’affaire “casinopoli” e delle sue presunte bustarelle! Ma così come la Carlucci anche in questo caso, il buon (ex)-senatore è stato vittima del sistema, lo volevano fare fuori. E’ mai possibile una storia del genere?
Due storie tanto differenti, ma tanto uguali nel filo conduttore, il “potere”, i nostri politici si fanno beffa delle situazioni catastrofiche di migliaia di famiglie pur di mantenere il potere, si prendono il lusso di schifare le migliaia di euro che “rubano” , ritenendo fortunato chi tira a campare alla giornata, io non mi sento rappresentato da loro e non voglio esserlo, non voglio essere complice del loro sistema!

lunedì 17 novembre 2008

Il comitato Mario Filomeno sindaco Ti invita

La coalizione composta da Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Democratici per la Costituzione, Sinistra Democratica e Italia dei Valori invita la cittadinanza alla rappresentazione teatrale dal titolo Tracce che avrà luogo giovedì 20 novembre alle ore 19.00 presso il Teatro Italia.

Tracce è uno spettacolo scritto da Francesco D’Agnano e interpretato dalla compagnia teatrale Magazzini Teatrali Dardagnam e si propone di celebrare il passato seguendo i segni lasciati dai nostri nonni, raccontando storie spesso impolverate e coperte da un sottile strato di indifferenza.

Tracce è uno spettacolo che parla del nostro sud. E’ un modo per ricordare usi, parlate, storie che altrimenti le nuove generazioni non potrebbero sapere o conoscere. E' la narrazione che un nonno farebbe al proprio nipotino.
E' un sud tra la prima e la seconda guerra mondiale raccontato anni dopo. E' un attraversare il tempo all'indietro. E' un modo per dire quanto siamo radicati alle nostre terre nonostante tutto e tutti.
E' un omaggio a chi questa terra l'ha vissuta e l'ha raccontata. E' un seguire le TRACCE lasciate.

E’ uno spettacolo aperto perché i Magazzini Teatrali Dardagnam hanno come prerogativa quella di "prendere le cose teatrali" smontarle e rimontarle secondo le proprie necessità di comunicazione.

mercoledì 12 novembre 2008

Vendola costringe l'Ilva a tagliare le emissioni


L’Ilva riduca le emissioni o chiuderà i propri stabilimenti. E’ pronta la bozza della legge regionale pugliese per la riduzione delle emissioni industriali di diossina e altre sostanze inquinanti, e oggi il presidente Vendola la porterà in giunta per l’approvazione: secondo la nuova legge, lo stabilimento siderurgico, che impiega circa 15 mila dipendenti, dovrà ridurre le emissioni di diossina [policlorodibenzodiossina] e furani [policlorodibenzofurani] fino ad un massimo di 2,5 nanogrammi a partire dal primo aprile del 2009. Un limite che dal 31 dicembre 2010 dovrà scendere ulteriormente fino a 0,4 nanogrammi. In caso di violazioni, il proprietario dello stabilimento Emilio Riva avrà sessanta giorni di tempo per rientrare nei limiti previsti, pena la chiusura degli impianti.
Il tetto di 0,4 nanogrammi è il massimo consentito dal cosiddetto protocollo di Arhus, approvato dall’Ue a febbraio 2004, recepito in Italia con la legge 125 del 2006 ma di fatto disatteso. «Abbiamo lavorato – ha detto Vendola a Liberazione, che dedica alla nuova legge un’ampia anticipazione oggi- sulla base dell’esperienza friulana che ha sanato la situazione di uno stabilimento di gran lunga più piccolo del gigante Ilva», lo stabilimento siderurgico Servola [ora gruppo Lucchini] a Trieste.
«Siamo di fronte – prosegue Vendola – a un salto di qualità politico e culturale. Per la prima volta una regione italiana compie l’azzardo di dotarsi di una legge che ignora i limiti massimi di emissioni tossiche consentite in Italia. Siamo consapevoli del rischio di scontrarci con il solito ‘apparente buon senso’ che sconsiglia interventi di tipo ambientalista in crisi economica. Ma è ora che lavoro è ambiente diventino un unico paradigma».
L’Ilva di Emilio Riva è al centro delle polemiche più del solito, in queste ultime settimane.
Due mesi fa il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo aveva rimosso i tecnici che avrebbero dovuto esprimersi sulla concessione o meno dell’Autorizzazione integrata ambientale [Aia], secondo alcuni per fare un favore a Riva, che partecipa alla cordata della Cai. Li aveva sostituiti con tecnici «di sua fiducia» [ma uno di loro era talmente impresentabile che la stessa Prestigiacomo ha dovuto tornare sui passi, per cacciarlo poco dopo averlo nominato: si trattava del’ingegner Bonaventura Lamacchia, condannato per falso, ricettazione, evasione fiscale, bancarotta fraudolenta, tentata estorsione e turbativa d´asta].
La legge proposta oggi da Vendola «aggira» in qualche modo l’ostacolo, perché impone all’Ilva, così come a tutte le altre aziende che producono in Puglia, la riduzione delle emissioni inquinanti.
I valori indicati dalla legge sono gli stessi che la stessa Ilva ha dimostrato sperimentalmente di poter raggiungere, ma ai tecnici del ministero quella soglia era stata indicata come possibile solo dopo un anno: «Una posizione inspiegabile» avevano fatto sapere i tecnici della Regione. Che ha dunque deciso di procedere da sola. In pratica la legge ripercorrerebbe la proposta della commissione Aia rimossa dal ministro Prestigiacomo. «Una legge di buon senso» hanno detto i tecnici pugliesi all’Espresso qualche giorno fa, «che non mette un cappio al collo di Riva ma nello stesso tempo obbliga la proprietà dell’Ilva a investire per ridurre le emissioni». «Con la legge – ha detto ancora Vendola – vogliamo obbligare l‘Ilva a investire su salute e ambiente, vogliamo convincerli a fare ciò che avrebbe dovuto fare già da tanto tempo: l’Ilva ha un debito enorme con la città di Taranto. Un debito che rappresenta una voragine nella quale sono state risucchiate tante esistenze. Ora deve schivare se stessa e la propria pigrizia, lo deve come un atto minimo di risarcimento nei confronti della città, anche per dimostrare che i grandi attori dell’impresa industriale sanno rispondere alle domande di modernità»

(da Carta Puglia)