lunedì 28 aprile 2008

E SE FINISSE TUTTO IN UNA BOLLA DI SAPONE?


Leggo e rileggo ovunque notizie frastagliate e frammentate di vari sconvolgimenti dell'assetto politico cittadino,tra mezze verita' e notizie bomba mai confermate si sta entrando gia' da ora in un caldo periodo pre-elettorale.
Il centro-destra affronta un periodo caotico,tra allontanamenti spontanei e incomprensioni fra ex-An e ex-FI si sta arrivando ad un implosione dell'intero Pdl.
Le note vicissitudini che hanno reso protagonista,per l'ennesima volta, il sig. Eupreprio Curto e soprattutto l'abbandono della poltrona di sindaco da parte di Marinotti,non hanno fatto altro che portare il Pdl ad una spaccatura interna,ora infatti ci sono due capifila,il neo On.Vitali ed appunto l'ex Sen.Curto ognuno di loro con il proprio seguito e con la possibilita' di dar vita a due liste separate con due candidati sindaco differenti,che sarebbero Iurlaro(sponda Vitali) e lo stesso Curto.
Inoltre c'e' da evidenziare anche l'abbandono di Salonna,che proprio qualche giorno prima delle passate consultazioni si era avvicinato all'attuale Pdl,il quale potrebbe accordarsi con il Pd di Bruno(appoggiato anche da Ferrarese) o addirittura correre da solo.
E il centro-sinstra?Usando un termine metereologico potremmo dire:"non pervenuto".Nel centro-sinistra aleggia un'aria particolarmente confusionale,infatti non si riesce a capire chi possa essere il candidato sindaco,si fanno nomi,tanti nomi,ma tutti senza fondamento,si va dalla riproposizione di Resta al capo Pd Bruno,passando per Filomeno,Somma,Fanizza,Tatarano...i nomi son tanti,ma le incomprensioni interne,forse,son ancora di piu'.
La situazione e' ingarbugliata a 360°,ma c'e' chi giura che alla fine ci sara' il solito "papocchio",ossia,il Pdl(riappacificato),il centro-sinistra (unito o disunito,ma con un solo candidato) ed un paio di liste civiche a far da rottura,risultato?Vittoria del Pdl e stesse facce in consiglio;tutto finito in una bolla di sapone....e i cittadini?Chi se ne frega!!!

venerdì 25 aprile 2008

PER NON DIMENTICARE



Festa dell'ITALIA UNITA

Oggi 25 Aprile,nella quasi totalita' delle piazze italiane,possiamo imbatterci in festeggiamenti, nonche' nella commemorazione delle migliaia di morti caduti per una giusta causa "La Liberazione".


Sono 63 anni che per mano di alleati e combattenti italiani(partigiani) l'Italia puo' considerarsi libera dall'oppressione del potere nazi-fascista,eppure c'e' qualcosa che ancora non quadra!


C'e' ancora chi ostenta odio verso il "fratello" italiano e chi rivanga responsabilita' piu' o meno condivisibili nella condotta dei combattimenti avvenuti all'epoca,come ancora c'e' chi si macchia di reati contro la Nazione e contro la Bandiera e inneggia per la divisione dell'Italia.


Cosa ancor piu' grave e' rappresentata dal fatto che proprio chi dell'Unita' non ne vuole sapere, siedera' sulle poltrone del nostro parlamento e proprio da li, fara' partire il poco condivisibile tentativo di mandare alle ortiche decenni di sofferenze e combattimenti dove TUTTI gli Italiani da nord a sud hanno combattuto fianco a fianco con un unico scopo la LIBERTA'.


Non serve essere filosofi o massimi pensatori per rendersi conto di quanto sia assurda una ri-divisione nazionale,basterebbe solamente ascoltare con trasporto l'Inno Italiano e avere un po' di memoria storica,ricordando cio' che i nostri nonni hanno compiuto come gesto di estremo amore verso la nostra storia che ci vede accomunati da Lampedusa al Trentino Alto Adige tutti sotto il nome di ITALIA !Pensiamoci un po' tutti!

mercoledì 23 aprile 2008

I TRE REFERENDUM DEL V2DAY

Vday

LIBERA INFORMAZIONE IN LIBERO STATO

Abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria

Il finanziamento pubblico ai giornali costa al cittadino italiano quasi un miliardo di euro all'anno. L'editoria, può quindi, a pieno titolo essere definita editoria di Stato. Ci sono buoni e anche ottimi giornalisti, quelli che scrivono rischiando la pelle, quelli emarginati, quelli sotto pagati. Il 25 aprile non è contro di loro, ma contro l'ingerenza della politica nell'informazione.
Il lettore non conta nulla per l'editore di un giornale, contano di più i finanziamenti pubblici (partiti), la pubblicità (Confindustria, ABI, Confcommercio) e i gadget (dvd, fumetti, eccetera).
Beppe Lopez ha scritto un libro: "La Casta dei giornali", un viaggio nella disinformazione. Ogni giorno ne pubblicherò un estratto fino al 25 aprile.


Quesito referendario


«Volete voi che siano abrogate
- la legge 25 febbraio 1987, n. 67, recante “Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l’editoria” limitatamente all’art. 9 comma 6 il cui testo letterale è il seguente “Alle imprese editrici di quotidiani o periodici che attraverso esplicita menzione riportata in testata risultino essere organi di partiti politici rappresentati in almeno un ramo del parlamento è corrisposto: a) un contributo fisso annuo di importo pari al 30 per cento della media dei costi risultanti dai bilanci degli ultimi due esercizi, inclusi gli ammortamenti e comunque non superiore a 1 miliardo e 500 milioni per i quotidiani e 300 milioni per i periodici;
b) un contributo variabile calcolato secondo i parametri previsti dal precedente comma quinto per i quotidiani, ridotto ad un sesto, un dodicesimo o un ventiquattresimo rispettivamente per i periodici settimanali, quindicinali o mensili; per i suddetti periodici viene comunque corrisposto un contributo fisso di 200 milioni nel caso di tirature medie superiori alle 10.000 copie.”
- la legge 7 agosto 1990, n. 250, recante “Provvidenze per l’editoria e riapertura dei termini, a favore delle imprese radiofoniche, per la dichiarazione di rinuncia agli utili di cui all’articolo 9, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n.67, per l’accesso ai benefici di cui all’articolo 11 della legge stessa”
- la legge 5 agosto 1981, n. 416 recante “Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l'editoria” limitatamente agli artt. 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 32, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41»



Abolizione dell'ordine dei giornalisti


Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L'albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell'epoca.
Nel 1963 l'albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazione con dei saldi principi. Infatti nella legge 69/1963 è scritto che: è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
Einaudi scrisse: "L'albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell'albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti"
Berlinguer aggiunse: "Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni".
L'informazione è libera e l'ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge.
I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno, il loro unico punto di riferimento è il lettore.


Quesito referendario

I sottoscritti cittadini italiani richiedono referendum popolare abrogativo, ai sensi dell'art. 75 della Costituzione della Repubblica e in applicazione della legge 25 maggio 1970 n. 352, sul seguente quesito: «Volete voi che sia abrogata la legge 3 febbraio 1963, n. 69, recante “Ordinamento della professione di giornalista”?»



Abolizione della legge Gasparri

La Corte europea di giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze radiotelevisive.

La Corte ha dato ragione a Europa 7, le cui frequenze sono occupate dalla rete di propaganda di Arcore, detta anche Rete 4. La Corte ha evidenziato che il regime di assegnazione delle frequenze nel nostro Paese:
- non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi
- non ha criteri di selezione obiettivi – trasparenti – non discriminatori – proporzionati (poi ha finito gli aggettivi)

La sentenza europea segue quelle a favore di Europa 7 della Corte costituzionale, del Consiglio di Stato e dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia europea del 12 settembre 2007 (che ha bocciato la legge Gasparri).
Mi aspetto che si faccia applicare la sentenza senza invocare la Nato e l’ONU. Ma sono sicuro che non succederà. Con il solito trucco: cambieranno la legge.
Le frequenze radiotelevisive sono in concessione, significa che sono di proprietà dello Stato, che può decidere, liberamente, a chi assegnarle. Le frequenze sono quindi dei cittadini, di nostra proprietà.
Le leggi che hanno regolamentato il sistema radiotelevisivo, dalla Mammì alla Gasparri, hanno creato un mostro: il Testo Unico. Cambiarlo solo in parte è inutile, va eliminato per poter definire, da zero, nuove regole che garantiscano una vera informazione.


Quesito referendario

I sottoscritti cittadini italiani richiedono referendum popolare abrogativo, ai sensi dell'art. 75 della Costituzione della Repubblica e in applicazione della legge 25 maggio 1970 n. 352, sul seguente quesito: «Volete voi che sia abrogato il Decreto Legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante “Testo unico della radiotelevisione”?»

giovedì 17 aprile 2008

VIA AL TOTOSINDACO....


Passate le politche e messe da parte eventuali delusioni o vittorie scaturite dai risultati nazionali,sta imperversando in citta' il "totosindaco"...
Dato ormai quasi per certo l'abbandono dello scranno di primo cittadino da parte di Marinotti,bisognera' subito trovare un degno sostituto!
Nelle file del centro-destra gia' si fa il nome eccellente di Curto nonche' quello dell'attuale vicesindaco Iurlaro;chi prevarra'?
La situazione di Curto e' abbastanza controversa,infatti,se da un lato c'e' chi lo da per spacciato,da un altro c'e' chi afferma che,qualora si candidasse,risquoterebbe enorme successo(ipotesi senza dubbio molto probabile)!
Ma come? Verrebbe da chiedersi!Dopo lo scandalo casino',ancora lui?Sembra assurdo,ma non lo e', non possiamo dimenticare infatti che l'elettore francavillese dimentica facilmente le malefatte dei nostri grossi esponenti politici, soprattuto se militano nelle file del centro-destra,parentopoli insegna!
Per quanto riguarda invece l'attuale vicesindaco,il discorso e' un po' piu' semplice,nelle file del centro-destra e' ben visto e forse rappresenterebbe il giusto compromesso che metterebbe tutti d'accordo....Curto volendo naturalmente.
Da parte del centro-sinistra,chi potrebbe essere invece il candidato numero uno?Questo con molta probabilita' verra' fuori dal risultato delle solite primarie,sempre che non ci sia accordo su un unico nome,ma e' alquanto improbabile!
I nomi piu' papabili potrebbero essere senza dubbio quelli di Tatarano(padre) e Concetta Somma,senza escludere la possibilita' di trovarsi di fronte a qualche giovane come Lippolis o Tatarano(figlio) o magari la sorpresa di una riproposizione di Filomeno....vedremo in sguito...
Potremmo inoltre trovarci di fronte ad un terzo candidato che potrebbe essere l'inossidabile Ammaturo,(sempre che decida di correre contro lo schieramenteo del suo "nemico consiliare-socio" Vitali) o Salonna qualora decidesse di correre da solo.
Totosindaco a parte,di una cosa si e' sicuri al giorno d'oggi,ossia,della insostenibile situazione comunale,Marinotti passando alla regione,lascerebbe il comune in mano ad un commissario che dovrebbe barcamenarsi per un anno nella difficile situazione finanziaria che si sta attraversando,per poi passare il testimone al futuro sindaco,che prenderebbe in mano una citta' molto provata e forse con le casse ancora piu' vuote a causa della probabile abolizione dell'ICI.
Concludendo si puo' sicuramente affermare che passeremo un'anno molto intenso,nel corso del quale c'e' l'assoluto bisogno di responsabilita' da parte della cittadinanza,per poter poi decidere al megio nelle prossime consultazioni!
Voi cosa ne pensate?

sabato 12 aprile 2008

L'ULTIMO ASSALTO

Proprio come nel 2006 il Cavaliere ieri sera ha tirato fuori il suo asso dalla manica..."Nei prossimi anni togliero' il bollo auto",ovviamente una promessa forte...come quella di togliere l'ICI!Segnale chiaro di chi si aggrappa ai colpi di scena per cercare di canalizzare l'elettorato verso se stesso.
Ora,sarebbe molto interessante capire se davvero,una volta al governo,il Silvio riuscisse a mantenere le sue promesse!
Dato che poca fiducia mi sento di dare alle sue parole,non voglio correre il rischio di capire se la sua campagna elettorale si rispecchierebbe in realta' o meno....non mi dilungo,la storia insegna...

martedì 8 aprile 2008

MOZIONE DEL 7/4/2008 DEI CONSIGLIERI FILOMENO,MODUGNO,SALONNA

Al Sig. Sindaco

di Francavilla Fontana



Al Sig. Presidente del C.C.





Oggetto: MOZIONE su “Esternalizzazione Servizi Tributi. Delibere G.M. n. 24 del 31.01.08 e n. 66 del 28.02.08. Discussione e atti consequenziali”.



I sottoscritti Consiglieri Comunali

PREMESSO CHE
-la Giunta Comunale con atto n. 24 del 31/01/2008,per come modificata dalla successiva delibera n.66/08, ha proceduto alla esternalizzazione del servizio tributi comunali approvando nel contempo il Capitolato d’oneri che dovrà disciplinare i rapporti con la società affidataria. Tanto all’esito di procedura concorsuale aperta ai sensi del D. L.vo 163/2006 ed in particolare dell’art. 83;

-le attività da affidare a terzi consistono nella gestione ed accertamento, liquidazione e riscossione anche coattiva dei tributi di competenza comunale (I.C.I., T.A.R.S.U.,TOSAP, Imposta comunale di pubblicità);

-le finalità ispiratrici e gli obiettivi che hanno indotto l’Amministrazione a procedere a tale esternalizzazione sono il recupero delle aree di evasione ed elusione nonché il miglioramento del rapporto tra Ente e contribuente;

-inoltre vengono palesate ragioni di convenienza per l’Ente sia sotto l’aspetto tecnico-organizzativo sia sotto il profilo economico;

-dal quadro economico,ivi allegato, si evince che già sulla base di un gettito complessivo definitivamente accertato per l’anno 2006,pari a € 8.507.493,34=, gli oneri annualmente gravanti sull’Ente ammonterebbero a d € 1.327.168,96=.

CONSIDERATO E RILEVATO CHE
-sempre dal capitolato d’oneri, approvato con le menzionate delibere, risulta che la durata dell’affidamento del servizio è di 9 (nove) anni e pertanto il Comune dovrà accollarsi quale uscita certa una somma pari ad almeno 12 milioni di euro che ricadranno inevitabilmente sulle spalle dei cittadini Francavillesi;

-già per l’importo di € 595.524,53= oltre IVA,quale parte del gettito base dei tributi comunali, non vi è copertura finanziaria e che in ragione di ciò con l’atto Giuntale n. 24/08 si demandava al Dirigente del Servizio il compito di reperire i previsti fondi nel bilancio 2008 ad oggi neanche posto all’esame delle Commissioni competenti;

-illegittimamente,oltre che in contrasto con i normali canoni di logicità ed economicità, la Giunta Municipale, pur in mancanza degli appositi capitoli di bilancio e dei relativi fondi, ha inteso dar corso alla procedura concorsuale rinviando esplicitamente la relativa aggiudicazione all’approvazione dell’esercizio finanziario 2009 (vedi atto deliberativo n. 66 del 28.02.2008);

-la scelta operata pare non solo illegittima ed antieconomica ma anche inopportuna ed estranea ad ogni principio di sana e corretta amministrazione.

In proposito si rammenta,e solo a titolo esemplificativo, la circostanza della mancata considerazione delle numerose unità lavorative destinate,con profili professionali ad essi riconosciuti, all’espletamento delle funzioni che si intendono affidare a terzi e che comunque dovranno essere retribuite.

Inoltre,e a conferma dell’assenza di qualsiasi intento programmatorio che contraddistingue l’Amministrazione, di tali figure professionali alcuna menzione viene fatta in relazione al loro “reimpiego” con conseguente revisione/modifica anche dei profili professionali e comunque viene omessa ogni indicazione circa le conseguenze organizzative e formative di una scelta rilevante e delicata sotto il profilo gestionale;

-le delibere sono altresì inopportune alla luce di vicende che proprio di recente hanno interessato altre Amministrazioni della Provincia di Brindisi circa la correttezza gestionale osservata dalle società affidatarie dei Servizi tributi;

-del pari non possono sottacersi le vicende legate alla società Multiservizi esempio di decisioni sommarie ed assunte con ostinazioni per esclusive finalità clientelari;

-ad ogni buon conto e come esplicitamente risultante dagli atti deliberativi, sono venute meno anche le ragioni di urgenza che avevano determinato la scelta di esternalizzazione stante il rinvio all’esercizio finanziario 2009.

Tutto ciò premesso, considerato, accertato e rilevato, i sottoscritti Consiglieri Comunali

INVITANO ED IMPEGNANO:

il Sindaco, la Giunta Comunale, il Segretario e Direttore Generale, i Dirigenti competenti a voler riesaminare tutto l’iter procedurale definito al momento dall’adozione delle delibere Giuntali in oggetto procedendo alla revoca delle stesse.

Il Presidente del Consiglio Comunale è invitato, comunque e nelle forme e termini previsti dallo Statuto e Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, a provvedere all’inserimento del presente argomento nella 1^ seduta utile di Consiglio.



Francavilla Fontana, lì 07.04.2008

I Consiglieri Comunali

CI SIAMO....MA SIAMO SICURI?


Ci siamo!Altri 4 giorni di "campagna elettorale" e si vota;ma sorgono mille dubbi e mille perplessità sul post-elezioni e sul pre-elezioni,innanzitutto la pochezza della campagna elettorale che si appresta a terminare,pochezza senz'altro dovuta alla legge porcellum grazi alla quale i giochi son gia' belli e fatti al momento della presentazione delle liste,con onorevoli gia' sicuri di essere eletti e altri no,relegando quindi ai due leader principali il compito di spartirsi il premio di maggioranza nonche' lo scettro del paese.
Senza dubbio ago della bilancia saranno i cosiddetti "piccoli" partiti che sottrarranno ai due schieramenti principi voti importanti,quindi la vittoria di Walter o Silvio avverra' se non per qualche manciata di voti e saremo punto a capo...INGOVERNABILITÀ'!
Se ingovernabilità sara',c'e' chi e' pronto a scommettere che si tornera' al voto entro due anni,come pure c'e' chi e' pronto a scommettere che certi di non riuscire a governare,i due leaders scenderanno a compromessi con un mega-inciucio,anche se ad oggi entrambi negano palesemente questa eventualita' e lo fanno con efferatezza e convinzione dicendosene di tutti i colori(ma questo non significa nulla,come dice un saggio politico locale "le posizioni politiche sono rivedibili" e di questo il buon Fini ne e' esempio vivente).
Comunque di sicuro c'e' che noi cittadini non abbiamo nessun potere decisionale se non quello di far pendere la bilancia verso l'uno o l'altro schieramento,quasi una presa per i fondelli,tanto da portare una grossa fetta di elettorato alla decisione di non votare!
Quello di non votare sarebbe comunque un grosso errore,perche' verremmo a perdere anche quel sacrosanto diritto di scelta(anche se limitata) di esprimere la nostra opinione,lasciando questa possibilita' ad altri e cio' rappresenta una mancanza di dignita'.Il non voto sarebbe utile nel momento un cui la quasi totalita' dell'elettorato disertasse i seggi,ma sappiamo bene che cio' non accadra' mai;come non accadra' mai il fatto di poter canalizzare tutti i voti verso i partiti minori...noi Italiani non siamo pronti ad una cosi' grossa protesta!!!
Concludendo quindi,non ci resta che andare ad esprimere la nostra preferenza,sperando che sia quella giusta',e sperando che almeno stavolta il governo pensi al bene dell'Italia e non del portafoglio...

sabato 5 aprile 2008

NON E' IL MOMENTO DI ASTENERSI

I DEMOCRATICI PER LA COSTITUZIONE
di FRANCAVILLA FONTANA


Cari cittadini e cittadine,
il 13 e 14 aprile siamo chiamati a rinnovare il Parlamento Italiano senza la possibilità di scegliere i nostri rappresentanti grazie alla legge “porcata” di Berlusconi e non modificata dal Governo Prodi

Come Democratici per la Costituzione siamo fortemente critici nei confronti del centrosinistra per quanto non fatto e per l’occasione sciupata dopo le elezioni del 2006.

Ciò nonostante distinguiamo e non dimentichiamo chi è Berlusconi.

Il “Padrone” assoluto del Centrodestra grazie alle sue immense ricchezze coltivate con la politica; autore delle leggi ad personam; dedito alla esclusiva difesa degli interessi personali, aziendali e dei propri “amici” attraverso la depenalizzazione del falso in bilancio o l’approvazione della legge cosiddetta “Cirielli” (in realtà Vitali) o “Salva-Previti”; proprietario di televisioni utilizzate per “anestetizzare” e imbonire i cittadini con programmi anche poco edificanti sul piano morale ed etico; responsabile delle epurazioni di persone “scomode” (es. Enzo Biagi) e della “criminalizzazione” e dei tentativi di “normalizzazione” di Organi costituzionalmente rilevanti quali la Magistratura o di strumenti di sviluppo della libertà di opinione; distintosi per la finanza creativa e per la estrema tolleranza verso l’evasione fiscale, eccetera ...

Il disastro economico, finanziario, politico e morale più grande di sempre, censurato anche a livello europeo e mondiale, i cui effetti sono tangibili anche in Francavilla.

Non possiamo dimenticare il degrado di Francavilla e lo sperpero di ingenti risorse pubbliche che anni di amministrazione di centrodestra hanno prodotto, amministrazioni “guidate” e pesantemente condizionate da 2 Parlamentari recentemente distintisi per vicende indegne (Casinopoli) o quanto meno inopportune (Compensa: società costituita dall’On. Vitali e dal Consigliere Ammaturo).

I Democratici per la Costituzione, consapevoli della gravità del momento e dell’abisso nel quale un altro ciclo berlusconiano farebbe precipitare l’Italia, fanno appello al senso di responsabilità dei cittadini-elettori, invitandoli innanzitutto a NON ASTENERSI perché ciò non favorisce il cambiamento.

I Democratici per la Costituzione INVITANO a votare i partiti del centrosinistra nei cui confronti comunque è possibile esercitare un’azione critica e di stimolo.

E’ indubbiamente positivo il tentativo di Walter Veltroni di semplificare il quadro politico dando vita ad un nuovo Partito, il Partito Democratico, “radicalmente riformista” con vocazione maggioritaria chiamato a coniugare innovazione, solidarietà e giustizia sociale.

Tale obiettivo va perseguito innanzitutto con l'intento di formare, superando i timidi sforzi compiuti nella composizione delle liste elettorali, una nuova classe dirigente culturalmente e politicamente attrezzata, non indolente né intenta a coltivare interessi particolari o, peggio ancora, impegnata in giochi di poteri magari trasversali. In questo contesto si confida nello stimolo che riviene dall’accordo con l’Italia dei Valori.

Pur se al momento solo elettorale, va pure segnalata la convergenza di altre forze ambientaliste e di sinistra ne La Sinistra - L’Arcobaleno che, si spera, superi posizioni politiche fortemente ideologizzate e coltivi le ragioni di una più efficace e responsabile gestione della cosa pubblica come in tante amministrazioni locali mostra di perseguire.

A tutti ricordiamo,anche in questa fase elettorale, l’obiettivo comune di arginare una destra demagogica, corporativa, illiberale e autoritaria.

Da ultimo invitiamo i cittadini a vincere la tentazione di votare presunti partiti di “centro” (Casini), sino a qualche mese fa sottomessi alla dittatura del “Padrone” e che oggi,in nome di valori forti o “non negoziabili”, spesso smentiti nella pratica quotidiana, tentano di carpire la buona fede degli elettori.

Ai loro rappresentanti va ricordato che nel mondo cattolico,grazie all’insegnamento Conciliare, da decenni è maturata una pluralità di sensibilità, opinioni e scelte nel campo culturale e politico in vista sempre del perseguimento del bene comune.

I DEMOCRATICI PER LA COSTITUZIONE

giovedì 3 aprile 2008

PIZZA TORNA INDIETRO.....SI VOTA,MA C'E' ANCHE LA "DC"

Pizza incontra Berlusconi
"Si vota il 13 aprile"

Le elezioni non slittano. Il segretario della Dc Giuseppe Pizza non chiederà il rinvio della data del voto, come minacciato ieri. Cambia idea per "senso di responsabilità istituzionale e dello Stato, e si accontenta di fare una campagna elettorale "simbolica". Senza rinunciare al simbolo dello scudo crociato, in bella mostra sulla scheda elettorale. La conferma, dopo un incontro con Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli: "Sono convinto che si voterà il 13 e 14 aprile, ci accontentiamo di fare una campagna elettorale di una settimana. I problemi tecnici, che i nostri avvocati stanno discutendo con i funzionari del ministero dell'Interno, sono superabili", dice il segretario della Dc.

"Il nostro diritto a partecipare con lo scudocrociato alle elezioni - spiega Pizza - è stato riconosciuto dal Consiglio di Stato e a noi basta. L'importante è che a queste consultazioni politiche ci sia il vero simbolo della Dc. Mi hanno insegnato che a volte si deve fare un passo indietro per fare un salto in avanti. Abbiamo solo preso atto che tutte le forze politiche dell'arco costituzionale erano contrarie al rinvio. Noi della Dc abbiamo sempre avuto il senso dello Stato". E i rapporti con Berlusconi? "Con lui ho un ottimo rapporto, così come con Fini".

Al di là della decisione di Pizza, le Sezioni unite della Cassazione, sollecitate dal ricorso del Viminale, decideranno il prossimo 8 aprile sulla questione della giurisdizione in materia di procedimento elettorale. Il verdetto servirà anche per ribadire l'orientamento sul fatto che, in materia di elezioni politiche, l'unico "giudice" è il Parlamento. La stessa tesi, cioè, sostenuta in Cassazione dall'Avvocatura generale dello Stato che ha presentato il ricorso per il Viminale.

Alla radio, Pizza racconta così la marcia indietro. "Abbiamo parlato fra noi - prosegue il segretario Dc - e riflettuto che il limite dei 70 giorni dallo scioglimento delle Camere per convocare le elezioni è un termine perentorio. Diventava un ostacolo difficile da superare". Poi, torna su un aspetto, della vicenda, che stenta a digerire: "l'errore" compiuto dal Viminale, che ha bocciato il simbolo con lo scudo crociato. "Una sentenza del Tribunale di Roma ci aveva dato ragione. Allora o si è trattato di incapacità o è dolo. Cioè qualcuno, politicamente, ha deciso di farci fuori dalla competizione".

mercoledì 2 aprile 2008

NON SI VOTA PIU'?????????????




Potrebbe bloccarsi il conto alla rovescia per le elezioni del 13 e 14 aprile. Il clamoroso annuncio arriva dal ministro dell'Interno Giuliano Amato, che non ha escluso uno slittamento della consultazione dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha riammesso nella competizione la Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza, che chiede "l'esecuzione immediata dell'ordinanza e il differimento della data del voto onde consentire il ripristino della violata legalità".

L'annuncio di Amato. Per effetto di quest'ordinanza, dunque, la Dc di Pizza può tornare a 'correre', ma se si votasse come previsto il 13 e 14 aprile non avrebbe a disposizione i 30 giorni di campagna elettorale previsti per legge. "A noi - ha spiegato il responsabile del Viminale a margine di una manifestazione a Reggio Emilia - stamane viene comunicata una decisione cautelare che potrebbe essere modificata dal giudizio di merito per la riammissione di un simbolo e quindi la presentazione di una lista - ha sottolineato Amato - questa è una procedura non prevista dalla legge elettorale che può avere tempi indefiniti, alla quale tuttavia bisogna conformarsi, e quindi al momento non posso escludere che essa comporti un rinvio della data delle elezioni".

L'iter. Un'eventualità sulla quale la decisione, ha precisato il ministro, "spetta a chi ha fissato la data delle elezioni, quindi a governo e capo dello Stato". Il ministro ha spiegato ancora che, dopo il via libera del Consiglio di Stato, "la decisione finale di merito deve essere ancora espressa dal Tar Lazio". "Poi - ha chiarito - è possibile che su questo si innesti un regolamento di giurisdizione da parte della Cassazione per valutare se i tribunali amministrativi sono o no competenti a intervenire nel procedimento elettorale".

Il comunicato della Dc. "L'ordinanza del Consiglio di Stato sull'ammissione della Dc alle liste elettorali, pone in evidenza la responsabilità esclusiva del Ministero degli Interni che, con decisione inquietante e in aperta violazione di numerosi provvedimenti dei giudici amministrativi, che avevano accertato la non confondibilità tra i simboli della Dc e dell'Udc, ha escluso le liste della Dc dalla competizione elettorale", afferma il capolista al Senato della Dc in Campania Paolo Del Mese che si dice perplesso "circa le affermazioni del Ministro Amato sulla necessità di attendere la decisione definitiva del Tar". Del Mese, nel comunicato, chiede "l'esecuzione immediata dell'ordinanza e il differimento della data del voto onde consentire il ripristino della violata legalità".

I leader politici. La notizia ha messo subito in allarme i leader politici impegnati nella campagna elettorale. "Sarebbe un dramma per il paese perdere ulteriore tempo - ha commentato Silvio Berlusconi - Faccio un appello alla Dc, affinché abbia senso di responsabilità e rinunci alla richiesta di avere altri giorni in più per la campagna elettorale". "Ma allo stesso tempo - ha aggiunto - chiedo alle tv di recuperare gli spazi per la Dc di Pizza". Francesco Storace, segretario de La Destra, parla di "clamoroso autogol" del Cavaliere. "Sono settimane - ha detto Storace - che Berlusconi offende gli italiani dicendo che si vota per lui o per Veltroni e adesso si deve inginocchiare di fronte a un simbolo che ha inventato per dar fastidio a Casini, per evitare il rinvio delle elezioni. Arriva persino a invocare i media di dare spazio alla Dc, dopo aver preteso l'abrogazione della par condicio. E' proprio vero dopo Mortadella, arriva Pizza".

Il vice-segretario del Pd, Dario Franceschini, sottolinea che "il ricorso è stato presentato da un partito della coalizione di Berlusconi. Per questo si potrebbero concordemente cercare una soluzione che consenta, nel rispetto della legge, di non rinviare le elezioni". "E' sotto gli occhi di tutti che quel che sta accadendo è assurdo - ha detto il leader dell'Udc Pierferdinando Casini -, basta guardare i simboli per capire. Comunque noi siamo sereni".

La decisione che rischia di stravolgere il calendario elettorale è stata presa ieri, quando la quinta sezione dell'organo supremo di giustizia amministrativa ha accolto il ricorso proposto da Raffaele Colucci (che la Dc di Pizza intende candidare al Senato), ribaltando la precedente ordinanza del Tar della Campania che aveva confermato l'inammissibilità del simbolo dello scudocrociato sancita a suo tempo dall'ufficio elettorale del Viminale.